Adoro con tutta me stessa il lavoro che ogni giorno mi trovo a svolgere, ma ci sono momenti in cui fare la guida turistica può essere davvero impegnativo e stressante, in particolare quando dopo ore di visite guidate ti rendi conto che i turitsti non hanno capito praticamente niente di tutto ciò che ti sei prodigata con impegno e dedizione a spiegare. Di seguito alcune delle domande o affermazioni che mi hanno portato a tale conclusione….

• Una turista sarda davanti alla statua di Cosimo I a cavallo in piazza della Signoria “Ma quello è il cavallo di troia?”

• Un turista americano in via de Georgofili davanti all’olivo in memoria dell’attentato del 27 maggio 1993 “Ma la bomba fu posizionata qui dalla mafia per spodestare la famiglia Medici?”

• Alla galleria degli Uffizi davanti alla Nascita di Venere di Botticelli “Ma Botticelli è il cantante italiano che ha scritto la canzone Con te Partirò?” seguita da magistrale interpretazione del pezzo fatta dallo stesso turista cinese

• Davanti Palazzo Medici Riccardi una giovane e ingenua turista americana “Ieri sera in discoteca ho incontrato uno della famiglia Medici che mi ha invitato a casa sua” non ho voluto sapere come poi si sia conclusa la sua serata

• Una turista Australiana “Potresti portarci in Piazza Navona?

• Turista canadese davanti alla casa di Dante ”Ma Danti era il dentista della famiglia Medici?

• Ragazzino pugliese al telefono con la madre “Mamma sono sul Ponte Vecchio…no…non ricordo come si chiama questo lago…ora lo chiedo alla guida

• Un turista inglese “Mi scusi signorina cos’è quella cosa che ha sulla spalla?” ed io “E’ lo spallino del mio reggiseno

Rispondere a tali domande, oppure spiegare perchè tali affermazioni non siano corrette alle volte porta a sentirsi non proprio una guida turistica, ma più che altro una badante, o forse una maestra di sostegno, ma al tempo stesso ti fa pensare a quanto è bella, strana e umana la gente.

 

Articolo di Valentina Luzzi www.guideinflorence.it v.luzzi@hotmail.it 0039 3381112151